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Cammino di Dio: Il ritorno “disastroso” a casaGod’s Path: The disastrous return to home

antonydg83, Set 13,2013 3 Comments

 

Martedì 10 settembre 2013

 

Quando il diavolo ci mette la coda!

 

Il Pellegrino Michele ritorna nella realtà del mondo che lo circonderà ancora per molto (si spera). E il ritorno è molto difficile. Vi racconto in poche parole quella che potrebbe essere una commedia comica in due atti.

La mattina del 9 parto alle 07 da Bethlehem. Passo il checkpoint del muro della vergogna e, invece di prendere il pullman decido di tornare a piedi, tanto sono solo 10 km. Ma dall’arrivo alla old city di Gerusalemme alla stazione degli autobus ce ne sono altri 6. Comunque non ho fretta e li faccio con piacere. Prendo il pullman per l’aeroporto “Ben Gurion” e questo mi lascia ad un paio di km di distanza. Da lì ne devo prenderne un altro che mi porta al terminale “departure” n. 3. Voglio andare a piedi. Arrivo all’ingresso dell’aeroporto e i soldati di guardia, controllando sempre solo mezzi a motore, trovandosi davanti un pellegrino e con un grosso zaino sulle spalle non sanno cosa fare e telefonano al Comando.  Ne segue un interrogatorio bello e buono:

–        quando sei entrato in Israele?

–        È scritto lì, 22 agosto

–        E dove sei stato tutti questi giorni?

–        Io prendo la mia credenziale e la leggiamo insieme

–        Hai armi?

–        No, sono un pellegrino che porta pace

–        Apri lo zaino. Ok, vai.

Entro in aeroporto che sono le 16.00. devo pazientare solo 12 ore per il check-in. Faccio il piano operativo: il check-in è alle 04.50. Io mi piazzo davanti a tutti alle 04.30.

Le ore non passano mai! Ma arriva anche quell’orario. Vado al check-in n. B1 e trovo una lunga fila. Questo avrebbe dovuto insospettirmi e invece, vuoi per la stanchezza e vuoi per la perdita di esercizio nell’affrontare problemi non relativi al camminare, ho pensato: hai capito ‘sti disgraziati, hanno avuto tutti la stessa idea, anzi, sono venuti anche prima!

Finito il controllo entro nel settore departure e comincio a girare per i negozi, tanto per passare il tempo. Il “bording” è alle 06.50 al gate D1 e sono le 06.10. Continuo a bighellonare. Alle 06.45 vado al gate. L’addetto invita tutti a spostarci all’uscita D1A e si spegne la scritta “Roma”. Mi accomodo e aspetto che alla D1A la fila si assottiglia e mi metto in coda. Arriva il mio turno e l’addetto mi guarda strano: here is not to Roma. Mi si piegano le ginocchia! Ma non è stata spostata l’uscita al D1A? Si, quella di Berlino! Arriva l’addetta del volo mio.

–        Lei è Mister Miscèl (scrivo come l’ha pronunciato). L’abbiamo chiamata molte volte con l’alto parlante in tutto l’aeroporto

–        Ma io non mi chiamo Michel. Sul biglietto c’è scritto . . . comunque faccio ancora in tempo a prendere l’aereo, sono le 07.45.

–        Ma guardi che sono le 08.45

Un atroce dubbio si fa avanti. Lo verificherò dopo. Cerco almeno di recuperare il costo del biglietto buttandola su un concorso di colpa. Mi promettono solo uno sconto sul volo di domani. Almeno quello! Recuperiamo lo zaino che non è partito senza di me e, in separata sede do un’occhiata al cellulare che mi dà l’ora sbagliata: un’ora in meno! La spiegazione è diabolica: tra i nomi di tutte e città del mondo non risulta TelAviv. C’è Gerusalemme ma non la capitale israeliana. E mi segna un’ora in meno  per cui sono arrivato in ritardo. Poteva andare diversamente? Io credo di no. Il diavolo si è voluto prendere una piccola rivincita. Poteva andar peggio! Ora devo aspettare solo altre 24 ore. Passeranno anche queste!

Ritorno a sedermi nel grande hangar delle partenze. Cerco di riposarmi senza riuscirci. Sono stanco, nervoso, col sedere che mi fa male perché queste poltrone sono metalliche ed è difficile restare più di pochi minuti nella stessa posizione. Spostarsi da una posizione all’altra su una scomoda poltroncina per 24 ore non è semplice. Non so cosa fare e il tempo non passa mai. Avrei preferito camminare con dolori per 50 km piuttosto che stare qui. Ma la realtà è questa e devo prenderla per il verso giusto.

Arriva anche il secondo check-in, il boarding, il volo e l’arrivo a Fiumicino. Scendo dall’aereo, un bacio al suolo italiano sotto lo sguardo incuriosito degli altri passeggeri, il treno per la stazione Termini, il treno per Foggia, l’uscita dalla stazione ed il lungo abbraccio con Antonello: non lo vedo e non gli parlo da quasi 4 mesi! Torniamo a casa! Piccola deviazione per salutare Franco e finalmente entro nella mia casetta! Pippo, il mio amato cane, mi annusa, non mi riconosce, è invecchiato tantissimo perdendo l’udito e, quasi completamente, la vista. Tante carezze e via a riprendere la vita di tutti i giorni. Ci sarà molto da fare: il mio essere pellegrino è terminato. Ora sono Michele che è stato “pellegrino sul Cammino di Dio”. Che avventura! Quanta esperienza in più!

 

 

 

 

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Tuesday, September 10, 2013

When the devil puts his tail!

The Pellegrino Michele returns to the reality of the world that surrounds much longer (hopefully) . And the return is very difficult. I’ll tell you in a few words what could be a farce in two acts .
On the morning of 9 childbirth at 07 from Bethlehem . Pass the checkpoint of the wall of shame and , instead of taking the bus I decided to walk back , so are only 10 km. But the arrival to the old city of Jerusalem to the bus station there are others 6. However, I do not rush and do them with pleasure. I take the bus to the airport ” Ben Gurion ” and this leaves me with a couple of km away. From there you ‘ve got to get another one that brings me to the terminal ” departure” n . 3 . I want to go on foot. Arrival at the airport entrance , and soldiers on guard , always checking only motor vehicles , being in front of a pilgrim and a big backpack on his shoulders do not know what to do and phone calls to the Command . It follows an interrogation beautiful and good :
– When you get in Israel?
– It is written there, August 22
– And where have you been all these days ?
– I take my credential and we read it together
– You have weapons ?
– No, I’m a pilgrim who brings peace
– Open the backpack. Okay , go.
Within the airport that are 16.00. I have to wait only 12 hours for check -in . I do the operational plan : check- in is at 4:50 . I placed me in front of everyone at 04.30 .
The hours never go out ! But that hour arrives . I go to the check-in n . B1 and find a long line . This should have been suspicious and instead, you want to exhaustion and loss of exercise in dealing with problems related to walking , I thought you understood ‘These wretches , they all had the same idea, indeed, even before they came !
Finished scrutiny within the sector departure and began to turn to the shops , just to pass the time. The ” bording ” is at 6:50 at the gate and D1 are 06.10. I still loitering . I go to the gate at 06.45 . The attendant asks everyone to move the output D1A and off the word ” Rome” . I sit and wait for the D1A the line thins and put myself in the queue. My turn came and the guy looks at me strange here is not to Rome. I bend my knees ! But it was moved to the exit D1A ? Yes, the one in Berlin ! Here comes the lady on my flight .
– You’re Mister Miscel (I write as pronounced ) . We called many times with the speaker terminals throughout the airport
– But my name is not Michael. Is written on the ticket . . . however I still in time to catch the plane , are 07.45 .
– But look at that are 08.45
A terrible doubt comes forward. It will verify later. Seeking at least to recover the cost of the ticket throwing it on a contributory negligence . I promise only a discount on the flight tomorrow . At least that! We recover the backpack that is not party without me and , in a separate I look at the phone that gives me the wrong time : in less than an hour ! The explanation is the devil: and the names of all cities in the world is not TelAviv . There is Jerusalem but not the Israeli capital . It marks me in less than an hour so I was late . It could have gone differently? I think not . The devil wanted to take a little revenge . It could have been worse! Now I have only to wait another 24 hours. Will also pass these !
Return to sit in the big hangar of departures. I try to rest but could not. I’m tired , nervous , his ass it hurts because these chairs are made of metal and it is hard to stay more than a few minutes in the same position . Moving from one position to another on an uncomfortable chair for 24 hours is not easy. I do not know what to do and the time never passes . I would rather walk with pain for 50 km, rather than staying here . But the reality is this and I have to take it the right way .
Comes the second check -in, boarding , flight and arrival at Fiumicino . Get off the plane , a kiss to the Italian soil under the curious gaze of the other passengers , the train to the Termini train station, the train to Foggia , exit from the station and the long embrace with Antonello: I do not see and did not speak as nearly 4 months! Let’s go home ! Small detour to greet Franco and finally go into my house! Goofy, my beloved dog sniffs me , I do not recognize , has aged so much losing their hearing and, almost completely , the view . So many caresses and off to resume the life of every day. There will be much to do in my pilgrim is to be terminated. Now I’m Michael, who was ” a pilgrim on the Way of God.” What an adventure ! How much more experience !

3 Risposte a “Cammino di Dio: Il ritorno “disastroso” a casaGod’s Path: The disastrous return to home

  1. ugo scrive:

    ben tornato.

  2. Salvatore scrive:

    camminare è divino e ci si libera di quelli che vivono, vivono e non fanno mai un passo avanti, dominati dalla tirannia del Tempo e delle costrizioni e poi, nel migliore dei casi, finiscono nei divani degli psichiatri. Bravo Michele, un abbraccio ed un saluto .

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